In malattia per quindici giorni prende il treno e va a Milano a cantare in tv.
Pensa al capo che la vede. Si indispone, è umano.
E la licenzia.
Ma siccome era maggio, il viaggio era comodo e l'albergo niente male, cantava da tanti anni quindi non era emozionata, il tutto non era incompatibile con lo stato di malattia né con la guarigione.
E quindi il giudice la reintegra.
In malattia per mano rotta lo beccano in bici, una mano sul manubrio, con l'altra tiene il cellulare. Dalle cronache non risulta ne avesse una terza ingessata.
Anche lui reintegrato.
Ma questi datori di lavoro non capiscono?
Per sconfiggere l'assenteismo basta allestire un set tv per provini dalla scrivania e piste ciclabili per andare in mensa.
Easy, no?
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